(Sam Panatta 1° post) Nella mia fottuta pensione da due soldi
Di Alessio,
domenica 27 giugno 2010
Visite : 266
L’ho incontrata al bar di questa
pensione da due soldi, quella stronza. Quando sono sceso era già lí che beveva,
seduta al bancone, con lo sguardo fisso sul bicchiere. Aveva un bel paio di
tette, di quelle che le guardi e non capisci più un cazzo. Mi sono avvicinato e
ho chiesto un whisky alla ragazzina che serviva, il più economico, poi notando
che il drink della tipa era quasi finito mi sono voltato di nuovo e ho detto
“uno anche per la signorina”. Lei si è girata e mi ha guardato per qualche
secondo con uno sguardo assente, poi come se si fosse appena ripresa ha
raddrizzato la schiena e mi ha detto grazie. E’ rimasta a guardarmi ancora per
un momento, era seria e ho pensato che se avesse sorriso sarebbe stata ancora più
bella, ma non sembrava averne nessuna intenzione, invece aveva già finito il
suo bicchiere e si stava avventando su quello che le avevo ordinato io. Ho
attaccato bottone e dopo aver parlato del più e del meno ha cominciato a
raccontarmi che aveva appena mandato a cagare il suo uomo e non sapeva dove
passare la notte. Il bastardo la picchiava e lei dopo mesi di tentennamenti
aveva deciso di farsi coraggio e cancellarlo dalla sua vita. Ma aveva paura,
lui non avrebbe accettato, sicuramente la stava cercando e così aveva deciso di
venire a bere qualcosa in uno dei pochi posti in cui probabilmente la merda non
si aspettava che fosse. Poi ha tirato su un pezzo di maglietta per farmi vedere
quell’enorme livido che aveva sul fianco destro.
“E’ stato lui, mi ha spaccato una
bottiglia addosso e per fortuna non mi sono ferita”
“Pezzo di stronzo”
“Si ma stavolta gliel’ho fatta,
stasera dovrà accontentarsi di una sega quel coglione”
Al che mi è diventato duro mentre
pensavo che quella sera avrei voluto scoparla io. Allora ho chiesto alla
ragazzina dell’altro whisky e lei è andata a aprire un armadietto dove ce
n’erano almeno altre quattro bottiglie piene.
Sono rimasto un’altra mezz’ora a
conversare con lei, poi le ho chiesto se aveva voglia di venire a bere in
camera mia, che l’avrei ospitata per la notte se l’unica alternativa era
tornare dal bastardo. Ha accettato senza fare una piega, poi tra me e me ho
pensato che in camera di alcool non ne avevo e che farmi portare su una
bottiglia sarebbe costato troppo, allora mi è venuta un’idea e gliel’ho buttata
lì. Finalmente ha fatto un mezzo sorriso e ha detto “ok”. Cominciava a piacermi
sul serio.
Senza farmi notare ho preso uno
stuzzicadenti, mi sono alzato e sono andato a sedermi davanti al videopoker,
che era lontano qualche metro dal bancone, un po’ defilato, quasi sul retro. Ho
infilato un pezzetto di legno nella fessura delle monete e poi cinquanta
centesimi che ovviamente non sono andati giù. Sono rimasto qualche secondo a
premere il bottone del resto e a bestemmiare ad alta voce, poi sicuro che la ragazzina
mi avesse sentito mi sono girato e le ho detto:
“non va”
“come non va?”
“non va... si è incastrata la
moneta”
Con fare un po’ scocciato ha
aperto un cassettino, preso una chiave ed è venuta verso di me. La tipa si era
già alzata in piedi e appena la ragazzina si è piegata ad esaminare il
videopoker è andata velocemente dietro il bancone, ha aperto l’anta, ha
afferrato una bottiglia nascondendola sotto la giacca e ha richiuso il
mobiletto. Poi mentre la ragazzina tornava si è diretta verso le scale e è
andata in camera mia, aprendo con la chiave che le avevo dato.
Sono rimasto una decina di minuti
a far finta di giocare anche se non mi sono mai piaciuti quei videogiochi
infernali. Poi ho pagato i drink, salutato la barista e sono filato al primo
piano pregustando la scopata che mi aspettava.
Quando ho aperto la porta la tipa
era già sul mio letto con accanto due bicchieri di plastica colmi di whisky e
la bottiglia aperta sul comodino.
Mi sono levato le scarpe e la
maglietta sudata che avevo addosso, sono andato a stendermi sul letto e abbiamo
brindato al santo protettore dei ladri, immaginando che ce ne deve sicuramente
essere uno. Poi senza dire una parola le ho messo una mano sulla schiena, l’ho
spinta verso di me, e le ho infilato la lingua in bocca cominciando a baciarla
con avidità. Lei ha iniziato ad ansimare mentre le mie mani toccavano il suo
seno, poi le ho tolto la maglietta e mentre le slacciavo il reggiseno mi ha
sbottonato i jeans e mi ha tirato fuori l’uccello. Non ho fatto in tempo a
spogliarla tutta che già mi stava facendo un pompino.
Abbiamo scopato per un tempo
indefinito finché non abbiamo sentito bussare alla porta, fuori era già buio e
lei per un momento si è bloccata, forse pensando fosse il suo bastardo che
l’aveva trovata.
Mi sono infilato le mutande e sono
andato ad aprire, era la ragazzina, mi ha chiesto come se niente fosse:
“Per caso hai portato su una
bottiglia di whisky?”
“No”
“Beh ne manca una...”
“E allora?”
“E allora ho pensato che visto che
c’eravate solo tu e quella donna al bar...”
“Dunque?”
mi ha fissato per un paio di
secondi e se n’è andata senza parlare.
Ho richiuso la porta e mi sono
grattato i coglioni, Lei era sul letto nuda e fumava una sigaretta, quando mi
sono avvicinato ha buttato fuori un po’ di fumo e poi ha detto “che idiota”.
Si riferiva alla ragazzina ma per
un attimo mi sono sentito idiota anch’io. Allora mi sono tolto le mutande e ho
ricominciato a scoparla. Poi ci siamo addormentati.
La mattina dopo il letto era
freddo, la camera puzzava di fumo e di lei non c’era più traccia. Al mio
orgoglio non fregava molto ma a me si, quella tizia mi piaceva, ma dopo qualche
minuto ho subito cambiato idea.
La stronza mi ha fregato il
portafoglio, è vero che c’era dentro giusto qualche decina di euro ma poteva
prendere quelli e basta, invece no, ha preso tutto, anche i documenti, l’unica
foto di mia madre che avevo e vari numeri di telefono che custodivo
gelosamente.
Porca puttana, se la trovo mi
ripaga con gli interessi quella stronza.
pe esse bischera e me lo son riletto davvero pe la terza volta! ah ah ah! che dire Alex? mi garba! scherzi a parte... e senza pignoleggiare per la terza volta, che divento noiosa... mi piace e mi piace la tua penna e pure tanto!
le tue descrizioni sono perfettamente lineari.scavano nei profili dei personaggi,ne narranoe avventure.lasciando spazio anche ai ricordi unici.patrizia
dove tutti fregano tutti, molto interessante perché il metatesto mi prende invariabilmente. da un pò ti leggo con piacere, certo sei una bella penna. "Al mio orgoglio non fregava molto ma a me sì..." Wow!!
...come non detto.
Di: Archimente (Registrato) 26-08-2010 20:31