| Di Chiara,
mercoledì 21 luglio 2010
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Scalciai
la lattina con rabbia, quasi volessi distruggerla.
Un
signore mi passò accanto, guardandomi sbigottito, e dovetti mordermi
la lingua per non rispondergli male. Mi andava una bella scazzottata,
ma non con un'anziano su cui avrei vinto subito.
Sentivo
i palmi delle mani pizzicare mentre attraversavo la zona periferica
di China Town per dirigermi al Pub infondo all'isolato.
Avevo
voglia di una rissa, ma non di quelle amichevoli, calme. Volevo una
di quelle risse pesanti, toste, dove qualcuno finisce all'ospedale
con molto di più di un sopracciglio rotto. Volevo vedere il sangue,
le ossa, le nocche sbucciate.
Mi
mancava il mio compagnio di scorribande, come lo era stato Quinn
qualche mese prima. Chissà che fine aveva fatto...
Ero
passata più volte sulla sedicesima strada, dove sapevo risiedesse
giornalmente, ma non l'avevo mai trovato. Forse era finito in qualche
stupida casa famiglia, qualche posto che lo aiutasse e riparasse dal
freddo. Puah. Senza palle.
Sputai
a terra e sistemai il marsupio, cercando una sigaretta. L'appoggiai
sulle labbra e l'accessi, socchiudendo le palpebre, mentre inspiravo
la prima boccata di fumo, girando l'angolo.
Un
paio di fischi raggiunsero le mie orecchie, ad almeno duecento metri
di distanza dall'ingresso del Pub.
Sapevo
chi era, quindi continuai a camminare, senza dare troppa attenzione
al suo arrivo.
-Hey
dolcezza, ne hai una anche per me?-.
Sulle
mie labbra comparve un sorriso, sentendo la voce roca e bassa del
ragazzo accanto a me.
Spyko
si mise alla mia destra, le mani nelle tasche, seguendo il mio passo
e guardandomi incuriosito.
Potevo
intravedere la cicatrice sul petto con la coda dell'occhio.
Presi
il pacchetto dalla sacca e glielo lanciai.
-Tienilo,
stò andando a prendere di meglio, non mi servono delle fottute
sigarette-.
Spyko
rise, sommessamente, accendendone una e ficcandosi il pacchetto nella
tasca del Gilet di pelle nera. Indossava solo quello, oltre che dei
logori e vecchi jeans.
-Ti
fai ancora di quella roba Free?-.
-Tu
hai mai smesso Spy?-.
Inspirò
e buttò fuori il fumo, prima di rispondermi -no, ma è una
fottutissima cazzata quella che stai facendo. Guardati, tu vali molto
di più-.
La
sua mano si allungò per stringere il mio braccio e sentii il
formicolio allungarsi lungo tutto il corpo.
I
suoi occhi verdi finalmente incrociarono i miei, seri.
-Cazzo
Free, non sei una lurida puttana da due soldi- mormorò sottovoce,
fissandomi.
Spyke
era bello, attraente, dal fisico prepotente e quella virilità che
sembrava muoversi con lui, attorno al suo corpo.
Risi
e tirai fuori dal marsupio un mazzetto di banconote.
-E
come cazzo credi che le abbia prese queste?-.
Sorrisi,
malignamente, e vidi improvvisamente il suo sguardo cambiare.
Con
una mano mi spinse verso la rete metallica, la mascella quadrata
contratta, e mi guardò, sorridendo crudelmente, quel sorriso
strafottente ed eccitante che riusciva a farmi sentire inutile,
mentre la sua mano scorreva sulla mia coscia e l'altra teneva ferma
la mia mano contro la rete.
Sbottonò
il bottone dei miei shorts e sorrise, abbassando lo sguardo e
fissandomi attraverso le ciglia more.
-Sei
davvero solo questo o vuoi essere di più?-.
La
sua mano accarezzava leggiadra la mia pelle, mentre la sua voce
sussurrava lentamente alle mie orecchie.
Scossi
la testa, digrignando i denti, e gli tirai uno schiaffo,
allontanandolo e richiudendo i pantaloncini. Sentivo il calore della
sua guancia ancora ben presente sul mio palmo.
-Lasciami
stare Spyke, non hai nient'altro di meglio da fare?-.
Scrollò
le spalle e mi sorrise, voltandosi per tornare indietro lungo la via,
ormai vicini al pub.
-Cerco
solo di proteggerti baby- rispose affabile, rpima di andarsene.
Ultima modifica : giovedì 22 luglio 2010
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quinn? un bell'omaggio!
Di: Anansi (Registrato) 26-07-2010 10:23