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La mia ragazza PDF Stampa E-mail

Di zarathustra89, domenica 25 luglio 2010

Visite : 129    


 

Non sopporto i romantici: parlano sempre di amore.
Sono tappeti che si calpestano a vicenda e si sporcano coi piedi degli altri.
Oggi tu, oggi io, domani loro.

Oggi noi, domani voi. Io tu egli, ok basta.

 

La mia ragazza dice che puzzo: questo fa riflettere, calcolando che non ho una ragazza.
O si chiamano amiche adesso? Sarà la nuova moda dei teen-ager. Non invecchiano mai.
Eternamente giovani. Verrò a ridere sulle vostre tombe dorate. Dopo leggerò anche il nome.

 

Qui giace la mia ragazza: abita al piano di sotto, ma non significa che sta sempre sotto.
Magari certo: non è che possiamo invertire sempre i ruoli. Sarebbe preoccupante per entrambi.
Ogni volta in ascensore potrebbe tradirmi: chi potrà incontrare?

Un maniaco dalle lunghe mani?

Il palazzo è frequentato da vecchi e qualche anziano, da centenari e qualche ottuagenario.

Insomma pullula di adolescenti ganzi e gagliardi: un cimitero vivente di cemento grigio.

 

Non c’è nessuno a casa: potrei invitarla, farla entrare, spogliarla, farla vestire, svestirla. E poi?

Busso alla sua porta ma non c’è nessuno: deve essere uscita. La sfondo (la porta), ma non c’è.
Maledetta. Mi fumo una sigaretta davanti alla sua porta. Passa un’ora: non arriva. Fanculo.


Ci vorrebbe l’hostess bionda col culo russo che parla molte lingue. Già, le lingue.

Non ho il suo numero, e se lo avessi viaggerei più spesso con lei.

Fa caldo, non ho sapori sulla lingua, e sulla pelle un po’ di caramelle al miele.

La luna mente, forse è solo lontana ora, e attende fiduciosa il tramonto.

Ma un tramonto non è per sempre. Come l’alba del resto.

Effimera come l’uso che faccio di questo nome, o di alcune sillabe a me care.


Madonna, non piangere col bambino. È già finito il mondo per lamentarsi, dovevi pensarci prima bambola. Ora sono una pupa che scrive, il mio rossetto fucsia mi aiuta ad ammiccare.

Ho anche del trucco nella mia borsetta, ma sono titubante: e se pensano che sono trans?

Transitivo forse. E mi piace mascherarsi, vestirsi da donna e fare porcate. Niente male direi.

 

Mi restano esattamente sedici minuti per sgomberare questa casa di merda.
Ora sono quindici: conto i secondi, ma poi opto per il cronometro. Quattordici minuti.
Non so esattamente dove andrò: è bello pensarci.

In tasca qualche biglietto da 50 e nel culo tanta voglia di partire.

Tredici minuti: dicono porti bene il tredici. Beh, è già finito.
Dodici minuti: devo contare di uno in uno? No, mi rompo e così anche voi.

Stiamo a dieci, e mi viene fame: niente panini, solo pasta.

A morte i carboidrati, me li scoperei, come la flora batterica.

Sette minuti: ho appena pisciato un po’di veleno dal mio pesce sempreverde radioattivo.

Sento la radio: ci sta bene Alive.

Mezzo morto, mezzo vivo. Un Frankenstein drogato da discoteca.

 

Cinque minuti. Gli ultimi fottutissimi cinque minuti prima di uscire da questa topaia.

Addio al bagno, al letto dalle mille scopate, alla cucina e alle sue abbuffate.

Addio al balcone e al fumo che ho ingerito come fosse aria d’autunno.
Tre minuti, e non mi sento affatto bene.

Un minuto, e quel che resta degli ultimi secondi qui dentro. Spengo tutto.
Addio casa, domani tornerò. Forse.

 

 

 


Ultima modifica : domenica 25 luglio 2010

   

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=)

Di: Vanityfair !! (Registrato) 26-07-2010 10:57

=)

Di: Vanityfair !! (Registrato ) 26-07-2010 10:57

grazioso xò nulla di originale a dir la verità, ma tutti dobbiamo scriver su emulazione prima di trovare la nostra strada 
Vanityfair

 

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saniette

Di: saniette (Registrato) 25-07-2010 18:29

saniette

Di: saniette (Registrato ) 25-07-2010 18:29

bravo zara!...mi piace come scrivi, anzi oso dire di più: sei una rivelazione! 
Sono rimasto sorpreso dall'uso eclettico del linguaggio, sei davvero forte nella prosa...ancora i miei complimenti sinceri! 
:zzz

 

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Piaciuto

Di: neruda (Registrato) 25-07-2010 11:24

Piaciuto

Di: neruda (Registrato ) 25-07-2010 11:24

bravo. 
Un saluto. 
Roberto.

 

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