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L'orto dalle sostanziali meraviglie della Signora Smith PDF Stampa E-mail

Di Romani, domenica 25 luglio 2010

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<Da quando lei conosce sua moglie?>
Sdraiato su uno scomodo lettino di pelle, color marrone, viscido e scivoloso, il signor X se ne stava con gli occhi chiusi e meditava sulla domanda del dottore.
<Da quando?> ripetè lo psicologo spazientito.
<Credo, da quando ci siamo sposati>
Il dottore aggrottò la fronte
< E dove vi siete incontrai per la prima volta?>
X si voltò bruscamente, con la faccia incuriosita.
<Beh, in chiesa, naturale no?>
<Naturale naturale…> sembrò sottoscrivere il dottore.
<Bene…> continuò < e precisamente quando?>
X fece una smorfia. Una di quelle smorfie che si fanno quando si cerca di ricordare qualcosa ormai lontano nel tempo, e quasi sbiadito nella nostra mente.
< Oh, io, credo fosse…. Si… il 18 Giugno>
<E in quale occasione?> insistette il dottore.
L’altro aggrottò la fronte in modo esagerato.
<Poco prima di sposarci no? Mi sembra normale! Ci siamo incontrati il 18 Giugno, in chiesa ed è lì, in quel giorno che ci siamo sposati. Naturale…>
<Naturale naturale…> stentò il dottore.
Il silenzio calò nella stanza. La penna a sfera del dottore scorreva sulla carta.
<E mi dica, dopo un mese, a che giorno eravate?>
<Il 18 Luglio dottore> sentenziò X
Il dottore sembrò accennare un sorrisino beffardo.
< Eh no, aspetti signor X>
Prese in mano i fogli, diede un occhiata, farfugliò qualcosa.
<Nel suo racconto c’è qualcosa che non quadra signor X> disse < un racconto non deve per forza quadrare, anzi, può essere circolare, triangolare… ma sa quando non quadra…. Non quadra…>
Il Signor X si rizzò sulla poltroncina.
<Qual’ è il problema?>
Il dottore rise ancora.
< Lei mi ha detto di averla incontrata per la prima volta solo il 18 Giugno, ma quando le ho chiesto a che giorno eravate dopo un mese (badi, l’ ho chiesto al plurale) lei mi ha risposto 18 luglio.
Quindi questo vuol dire che lei ha sicuramente visto sua moglie nel lasso di tempo che va dal 18 Giugno al 18 Luglio, non solo il 18 Giugno..>
X sembrò sorpreso.
<Sa che forse forse, ha ragione?>
<Naturale naturale…> esclamò il dottore.
<Naturale naturale…> assentì il signor X.
Sguardi ghiacciati nel silenzio. Come presi da una terribile morsa.
<Cosa ha fatto in questo arco di tempo con sua moglie, signor X>
X rise.
<Io non mi ricordo dottore, ricordo di averla veduta il 18 Giugno e di averla persa di vista poco dopo.>
<Non è possibile, signor X> esclamò il dottore stizzito < nel corso dei successivi trenta giorni si sarebbe accorto della mancanza di sua moglie.>
<Ma è per questo che sono qui!>
Il dottore aggrottò le sopracciglia di nuovo e spinse su gli occhialetti che erano scivolati a causa del sudore.
< A che giorno siamo, signor X?>
<Siamo al 17 Luglio dottore>
Lo psicologo sembrò illuminato.
<Perciò perciò perciò non sono passati ancora 30 giorni!>
<Certo che no, dottore>
<Dunque lei sa dov’è sua moglie, dato che l’ha smarrita il 18 Luglio e noi siamo ancora al 17!>
X si afflosciò come un cadavere.
<No, dottore, è questo il problema… io l’ho smarrita il 18 Giugno e fino ad ora non l’ho più riveduta!>
<Ma tra il 18 Giugno ad ora non se n’è mai accorto?>
<No…> rispose X <mi ero scordato di essermi sposato con lei>
< E come ha fatto a ricordarsene proprio ora?> chiese incuriosito il dottore.
<Perché me l’ha chiesto lei all’inizio, dottore. Mi ha chiesto da quando ero sposato e io ho ricordato…>
<Dunque dunque dunque non era venuto qui per la scomparsa di sua moglie dato che lei non ricordava affatto di essersi sposato e di avere una moglie. E’ giusto signor X?>
<Naturale naturale…> assentì X
<Naturale naturale…> cantilenò il dottore.
Spaccando in frammenti quel silenzio, la pendola tuonò dodici colpi.
Il dottore rileggeva gli appunti.
< E allora, signor X, perché è venuto qui…?>
L’uomo non rispose. Si limitò a sbattere le palpebre ritmicamente e a riflettere.
<Perché?> ripetè X < perché sono qui?>
<Dev’ essere qualcosa che la riguarda…> spronò il dottore.
<Ho un mal di testa lancinate… mi fa male> X si massaggiò le tempie.
Un silenzio mortale aleggiava nella stanza.
<Lei e sua moglie avete figli?> chiese il dottore.
<Due…> rispose X < una mia e una sua, dato che non mi ricordo chi sia>
<E come sono? Le figlie…>
<La mia ha un occhio grigio e un occhio rosso, quella di mia moglie ha un occhio rosso e un occhio grigio>
Il dottore riflettè.
<In pratica avete due figlie che hanno un occhio grigio e un occhio rosso, o meglio, un occhio rosso e un occhio grigio…>
<Esatto…>
<Dunque dunque dunque è possibile che siano la stessa persona e che lei abbia una figlia sola, con un occhio grigio e un occhio rosso, o meglio, con un occhio rosso e un occhio grigio.>
X sembrò davvero sbalordito
<Sa che forse ha ragione dottore?>
<Naturale naturale…> assentì il dottore.
<Naturale naturale…> balbettò il signor X
Il dottore si fece serio.
<Quindi quindi quindi… ricapitoliamo, lei signor X ha una moglie, con cui è sposato dal 18 Giugno e con cui ha una figlia…>
<Così sembra dottore…>
<Ma lei si ricorda tutto ciò?>
<No!> sentenziò sconsolato il signor X <non ricordo nulla di tutto ciò>
<Naturale Naturale…> disse il dottore tra se.
La penna a sfera scorreva sul foglio.
Gli occhialetti scivolavano giù.
<E senta senta, dove abita lei signor X?>
X sembrò soddisfatto di ricordarsi qualcosa.
<Abito in un monolocale di questa città…>
<Da solo?>
<Da solo>
<Ah Bene!> urlò il dottore <Benissimo…. Lei signor X è sposato con una donna, ma non ricorda dov’è finita, ha una figlia con un occhio grigio e un occhio rosso, ma non la ricorda più di tanto… calcolando che è il 17 luglio e che domani sarà il 18… lei vive in un monolocale…. Un monolocale naturale con una porta grigia e una rossa, o meglio, una porta rossa e una grigia… e con un armadio comprato il 18 Giugno e che è scomparso il 18 luglio, anche se lei non l’ha visto dal 18 giugno al 18 luglio, con una finestra probabilmente incontrata in chiesa… quando? Il 17 luglio naturale naturale…. Dunque le faccio un ultima domanda…>
Il signor X era scattato in piedi.
<Dica…> bisbigliò
Il dottore si sfilò gli occhiali.
<Signor X…. Ma lei è sposato?>
Quell’attimo di silenzio, parve durare dodici ore.
<Credo di no…> ammise X a testa bassa.
Il signor X uscì velocemente dalla stanza.
Il dottore si asciugò la fronte imperlata di sudore.
Silenzio.
La pendola tuonò ventiquattro colpi.


Ultima modifica : lunedì 26 luglio 2010

   

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Mostra 2 di 2 commenti

Un trip...

Di: Melissa (Registrato) 04-08-2010 08:23

Un trip...

Di: Melissa (Registrato ) 04-08-2010 08:23

...allucinante...mi piace mi piace mi piace...;)

 

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trichecooooo

Di: Anansi (Registrato) 27-07-2010 09:58

trichecooooo

Di: Anansi (Registrato ) 27-07-2010 09:58

sai bene quanto io ti ami, e se questi racconti sono un tentativo di farmi uscire fuori di zucca, ci stai riuscendo... vuoi farmi diventare pazza?! no, dico, se iniziassi a parlare balenese, che faresti?! eh! trichechino mio, il racconto nel suo essere delirante e privo di un certo senso mi è piaciuto, ma rileggilo con attenzione ci sono un paio di errori... un bacio con tanta passione.

 

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