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Di LaPioggia, martedì 27 luglio 2010

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Ciao.

C’è un problema.

C’è il fatto che ho freddo. E’ tutto il giorno che giro conuna felpa aspettando di potermi coccolare nella mia cuccia. Potermi chiudereli, come un riccio , ad ascoltarmi un po’. Sentire l’onda lenta del mio respiroinfrangersi sul cuscino. Sentirlo rilassarsi, diventare un pensiero che siallontana come un treno che si avvia verso chissà quale destinazione. Ascoltareil lento movimento delle lenzuola che si arrendono alle forme del mio corpofino a diventare parte di esso. Sentire le palpebre che cadono, scendonolentamente, accarezzando il mio specchio. Cala il sipario sul mondo. Si alza ilmio.

E’ tutto il giorno che ho freddo, e in tutto il giorno nonho trovato il tempo di scaldarmi.

Cosa c’è che non va? Le ali le hai, te le hannoriconosciute. Quelle piccole ali con cui puoi iniziare a sentire il vento.Eppure, la gabbia sembra cosi stretta ora. E dire che sembrava cosi gigantesca,non sentivi quasi neanche la voglia di aprire la porta per sbirciare fuori, senon fosse stato per quella curiosità di bambina cresciuta troppo. Poi quellaporta si è aperta, sei uscita e ora rientrare anche se pochi secondi ti sembradi soffocare una parte di te stessa. Spezzare un’ala.

Vorrei solo fare parte della mia vita, come la mia vita faparte di me. E invece niente. Senti il bisogno di ricorrere allaresponsabilità, al dovere, al “patriottismo”.

Dio quanto mi sento egoista.

Domani ti rivedo dopo 3 anni. Che effetto farai? Sarai semprelo stesso, o sarai diverso. Quando ti guardavo una volta vedevo il mondo. Vedevotutto ciò che potevo guardare. Eri l’unico che con uno sguardo mi facevadimenticare tutto. Io che sogno ad occhi aperti in qualsiasi istante, con tenon riuscivo a sognare. Perché eri li, con le tue onde che mi accarezzavano ipiedi, con il tuo odore che mi inondava i polmoni, con il tuo lento rumore dichi ormai si trascina a fatica su una terra a volte troppo stretta. Eri li e mibloccavi. Perché non sapevo se sognare di te, di me, di chissàcosa.

E domani? Mi accarezzerai, mi bloccherai ancora?

Ho bisogno di una carezza. Ho bisogno di una coccola. Hobisogno di sentirmi libera.

Però sai sono cresciuta, un pochino. Sono diventata un po’ piùseria, forse un po’ troppo seria. A volte penso che la bambina di un temposcoppierebbe di gioia al pensiero di venire da te, eppure ora… ora no. Ora nonti vorrei vedere.

Sai benissimo il motivo. Sai perfettamente il perché. La gabbia.Si. C’è ancora. E ho paura di sentirmi chiusa li dentro ancora. Di sentireancora il peso della campana di vetro.

Avrei voluto venire a trovarti da sola. Anche solo 5 minuti.Solo per guardarti, sorriderti e sentirti un po’. Non servono parole, né giorni,né settimane per me e te. Mi basta guardarti, annusarti e poi via. Ognuno lasua vita. In me un po’ della tua…in te un po’ della mia. Te ne lascerò anchedomani, te lo prometto. E forse lasciandotene un po’ mi riprenderò quella cheti avevo dato. Del resto le gocce fanno il suo giro… e le gocce salate sisentono sempre. 


Ultima modifica : mercoledì 28 luglio 2010

   

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