Home Intervista all'autore Archivio Poesie Poesie a tema Archivio Racconti Saggi Letterari Concorsi letterari Pubblicità Regolamento e Note legali Libreria Elenco Scrittori

CB Login

Chat

Chi è Online

No
giocando coi sensi PDF Stampa E-mail

Di unadonna, mercoledì 28 luglio 2010

Visite : 181    


Mi da possibilità di accedere nella sua casa senza suonare il campanello, senza aspettare che lui o chi per lui apra la porta.

Entro direttamente in uno spazio aperto che fa da salotto, da ingresso, da un po’ di tutto, credo si chiami open space.

Una sedia al centro della sala, e un foulard di seta nera poggiato su questa.

Tacito l’accordo che mi sarei seduta in attesa, tacito che mi sarei bendata.

Tolta la vista il mio udito si amplifica, percepisco i suoni della strada, percepisco la vita che pulsa, percepisco una sinfonia di suoni che sanno di mondo.

In attesa cerco di mantenere un contegno, in qualche modo in me c’è la puerile voglia di non farmi trovare rilassata, ma pronta, attenta.

Ma il tempo perde i confini, il tempo si ferma, o non esiste, al buio dei miei occhi il mio corpo si poggia sulle proprie ossa, sui suoi muscoli, perdendo coscienza e attenzione dell’impalcatura che sovente manteniamo.

Il tempo dilatato, o fermo, io non so dirlo, non ne ho percezione.

Sento il rumore della porta che si apre, passi soffici, leggeri, piedi che non indossano scarpe.

Raddrizzo le spalle volgo il viso da dove penso giunga il rumore.

Non un saluto, non una parola. La sua mano tocca il mio viso in una carezza, una mano leggera, morbida. E’ sua?

Non parlo, trattengo il respiro. Sono tesa eppure eccitata dal non sapere. Dal viso scivola questa mano sulla mia spalla , disegna il mio braccio invitandomi a alzarmi. Mano che sbottona la mia camicetta, che sfiora carezzando i miei capezzoli che si inturgidiscono come vivessero di vita propria.

Dita che sfiorano, toccano , strizzano. Dita che carezzano ogni punto lasciato scoperto da bottoni che via via si aprono.

Il ventre scoperto ora. Dita che sfiorano la mia pancia, disegnano, si insinuano sotto il bordo della gonna.

Ne seguono il contorno fino dietro la schiena dove trovano ganci e lampo. Mi liberano. La sento scivolare sulle cosce, la sento sulle caviglie, mi libero di questa.

In slip e scarpe resto in piedi. Pausa. Sono osservata. Posso arrivare a sentire dove lo sguardo si posa. Mi sento vulnerabile, e ispiro forte soffiando aria dalle labbra socchiuse.

La mano sulla caviglia mi toglie la scarpa, e poi l’altra, il pavimento gelido. O forse troppo il calore che emana il mio corpo. Dentro di me ringrazio per questo contatto con la terra, questo restare con i piedi che toccano il pavimento, mi danno sicurezza. La mano risale le gambe si insinua tra le cosce, sono bagnata. Non posso nasconderlo, ne voglio farlo. Sono fatta di carne sangue e sensi. Le dita sfiorano il buco della mia figa, si bagnano della mia eccitazione, disegnano il mio corpo fino alle labbra. Dita che sanno di me ne disegnano il contorno, dita che sanno di me le aprono, si lasciano saggiare.

E’ di fronte a me. Mi prende per un gomito e mi fa camminare,sento che resta dietro, cammino insicura, cieca che non conosce il percorso.

Mi guida fino a arrivare a qualcosa che capisco è un letto.

Mi da la possibilità di sdraiarmi comodamente supina, mi alza le braccia, sento che lega le mie mani in alto. Mi sento impazzire tra la voglia di urlare e la voglia di restare.

Assoluto silenzio, non sento movimenti, non capisco dove sono quelle mani che mi hanno guidato. Supina sul letto il mio cervello registra la mia resa. Un urlo nella testa che muore sulle labbra “dove sei?”

L’assenza di movimento intorno a me mi inquieta, muovo le gambe, sono nervosa. Ecco di nuovo le mani, le dita  che si poggiano sugli slip. Li tirano giu, muovo le gambe per aiutare a disfarmene.

Nuda ora, completamente alla mercè di chi mi ha chiesto di fidarmi.

Passi che si allontanano. Resto sola. Eccitazione, paura, adrenalina, voglia di ribellione e di resa combattono in me.

Nervi tesi fino allo spasmo a percepire ogni cosa. Passi diversi ora. Li sento avvicinarsi. Vorrei chiedere “sei tu?” ma ho la gola secca, il cuore che mi strozza.

Qualcosa mi tocca, cerco di percepire il materiale. Mi carezza questo oggetto, mi carezza sinuoso. Cazzo una frusta. Non voglio la frusta, non voglio il dolore, non voglio la mia carne lacerata. Continua questa carezza, in me la paura che venga usata, in me il terrore del dolore. Resto ferma, immobile, combatto la voglia di scattare di urlare.

Sento lo schiocco lontano dal mio corpo, la lascia schioccare lontano e mi carezza con essa. Arrivo a desiderare un colpo. Non posso credere che faccia cosi male, non posso credere che una mano capace di carezzare in questo modo possa ferirmi.

E arriva, improvviso, arriva sul mio ventre. Brucia. Brucia come l’umiliazione che sento, brucia come le parole che mi impongo di non pronunciare.

E’ attento, si accorge della tempesta che è in me. Mi accarezza il segno che sento lasciato. Lo disegna. Resto sospesa in attesa.

Il rumore di quest’oggetto che cade, il fiato sulle mie orecchi, le parole soffiate.

Non sei pronta per questo.

Una lacrima di gratitudine esce dai miei occhi senza che io possa far nulla per fermarla.

Prende la mia bocca, morde le mie labbra, le succhia, cerca la mia lingua, apre la mia bocca. Il sapore della sua saliva mi fa dimenticare, cerco di muovermi, vorrei toccare ma non posso.

La sua lingua scende sulla mia gola, la mia bocca aperta vuole dissetarsi ancora.

Mani che frugano, mani che si insinuano, cosce che si aprono. Desidero sentire, desidero essere esplorata fino in fondo. Le sue dita, dita sicure ora, dita sensibili, dita che sanno dove toccare, in me. Dita e lingua sulla mia figa, che si muovono fino a darmi un orgasmo che mi lascia tremante.

Mi toglie la benda ora. Lo guardo. Capisco che non è stato lui a spogliarmi a condurmi in quella stanza.

Muto è il discorso dei sensi

Vorrei essere slegata, vorrei potermi muovere. Non lo permette.

Scioglie i nodi che mi tengono legata braccia in alto, mi lega le mani dietro la schiena. Mi muovo sul letto, mi sento impedita nei movimenti.

Mi offre il suo cazzo, disegna le mie labbra con questo. Vorrei usare le mani, mi sento claustrofobica.

Mi tira i capelli indietro, muove la mia testa, odio questo, odio non sentirmi libera.

La ribellione sale dalle viscere, la rabbia me lo fa prendere in bocca avrei voglia di dargli dolore.

Vorrei mordere, fare male. Capisce questo, e le sue mani che tirano i capelli si fanno carezza, mi rende docile. Lo lecco, lo succhio accordandomi al suo volere.

La bocca piena, la gola invasa. Sono eccitata dal sentire il suo piacere, le sue pulsazioni riempiono la mia bocca. Succhio e lecco e rallento e accellero. Un suo mugolio di piacere mi inebria.

Mi viene sul volto, con la cappella raccoglie il suo sperma e me lo porta nella bocca. Odio le mani legate che mi impediscono di muovermi, le odio e le adoro nel medesimo istante.

Mi conduce al ritmo del suo volere.

Sazio scioglie le dita dai miei capelli. Mi sdraio. Riprendo fiato.

Occhi chiusi, mi sento amata e usata .

Scioglie le mie mani. Mi lascia libera. Libera di essere la sua schiava. O la sua puttana?

 


Ultima modifica : mercoledì 28 luglio 2010

   

Commenti utenti  Flusso RSS dei commenti
 

Valutazione utenti

Nessun voto

 

Mostra 1 di 1 commenti

erotismo in chiave thriller

Di: unuomo (Registrato) 28-07-2010 22:02

erotismo in chiave thriller

Di: unuomo (Registrato ) 28-07-2010 22:02

Bel racconto . L’Autrice con sapiente eclettismo riesce a proporre tematiche proprie della letteratura erotica attraverso i meccanismi e i ritmi narrativi del genere thriller.Ne viene fuori un racconto piacevole da leggere in cui la tensione rimane costantemente elevata pur a fronte di ritmi altalenanti , caratterizzati ora da una studiata lentezza , ora da improvvise accelerazioni .

 

» Segnala questo commento a un amministratore

» Rispondi a questo commento...

Mostra 1 di 1 commenti



Aggiungi un commento
Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli di questo sito. Per favore autenticati o effettua la registrazione gratuita su questo sito.


mXcomment 1.0.2 © 2007-2010 - visualclinic.fr
Licenza Creative Commons - Alcuni diritti riservati
Versione italiana realizzata da fiuh.it
 
< Prec.   Pros. >

Cerca nel sito

Ricerca personalizzata

La libreria