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Marea nera. PDF Stampa E-mail

Di zarathustra89, venerdì 30 luglio 2010

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 A Jamie, grazie per ogni parola

 

 


Una marea nera non sa nuotare sopra gli scogli del mio intestino. Nicotina, sangue, aria sconsacrata, e fede di ateo. Ecco cosa rimane adesso nei miei polmoni.

Altre notti fatte per non dormire. Svegliati!

Miglia e miglia di passi calpesterò sotto il sole affamato. Sotto le scarpe il cemento, poi la terra fangosa, viscida al pensiero, e chilometri ancora per degustare il mio inferno monotono.
Non ho un’anima, e il vento respira inutilmente. Le stesse identiche cose al chiaro di niente.

Viandante di nero io, migrante solitario senza pesi e contromisure.

Ciuffi anarchici sul capo, pelle bianca, carne bruna. Un unico motore da riparare.

È questo l’universo della possibilità? O terra bruciata come effimero deserto?

La vuoi questa verità, come condanna a morte per un eretico che non ha mai amato, o soltanto assaporato la vera essenza delle cose. La vera essenza, o semplicemente il fantasma labile che voglio chiamare apparenza. Che sapore ha? Lo stesso di un pugnale perlato che non uccide e ti fa più forte.

Bastardo il mio nome, avrò una cicatrice da ricordare e medicare.

Foglie d’acanto sempre cadute.

Ho perso il controllo, inondato dalla brama di non vederti. Rivuoi ancora gli stessi attimi.

 


Ora c’è un incendio, la mia tempesta maledetta. Bruciano i libri, le chiese, le mie case sfitte,

i miei amici, i sogni di gloria che ho voluto sempre cestinare.
Disobbedienza vera: che importa navigare se non sai la rotta, è un altro viaggio discontinuo.

Come me, altre alghe in frantumi.

Che ci fa un eremita in città a profetizzare sciagure per tutti noi?

E il bisogno ora di una casa, per dormire sperando non crolli il tetto.
Una tana, per me, un rifugio, una grotta scavata tra i tuoi seni da porca e le tue braccia d’amica. Una tenda, una piramide furente senza tomba e ospitalità.


Ingerisco sogni spargendo pillole sul mio letto. Si romperà il materasso. Non è poi la fine del mondo. Ne comprerò un altro, e romperò anche quello.

Tramonto, fine del sole. Finisce il sole. Si spegne per qualche ora, o anche per il dubbio dell’eternità.

 

 

 

 

 


Ultima modifica : venerdì 30 luglio 2010

   

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