| Di Sal - Arcano Antares,
lunedì 08 febbraio 2010
|
Visite : 189  |
Quante volte supplicai la morte,
invocando il nome di non so che cosa,
gettando la stupidità nel vuoto,
come se fosse il solito rituale,
sperando in una riconciliazione,
con quel che rosa rossa in rosa nera,
non volle più vedere,
il ciglio della strada.
Come specchi gemelli,
da tempi ormai scordati,
una simbiosi tra neve e cenere,
consumavamo in letti condivisi,
dalla stessa immagine,
in cui le anime sgocciolavano d'amore,
inumidendo le labbra,
in un esplosione d'alba.
Ancora
Ancora
Avido
Quel solo attimo di pura femminilità,
scaglia il mio cuore nella folgore divina,
attaccato al suo grembo di totale maestosità,
spingo il castello dentro le sue mura.
Ricordando,
l'incendio di sentimento che nutro e dono,
come ogni mio respiro,
a colei,
che infatua il mio cammino.
Ultima modifica : lunedì 08 febbraio 2010
|
Bellissima
Di: Roberto D D (Registrato) 09-02-2010 13:38